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E' partita ufficialmente ieri la successione a Luca di Montezemolo al vertice di Confindustria. La Giunta degli industriali ha infatti scelto all'unanimità i tre 'saggi' che, secondo la procedura, dovranno avviare l'iter per l'elezione del nuovo presidente che entrerà in carica il prossimo 22 maggio. Saranno Ernesto Illy (triestino, caffè) Luigi Attanasio (genovese, vetro) e Antonio Bulgheroni (varesino, cioccolato) i tre imprenditori che condurranno le consultazioni fra le categorie e le organizzazioni territoriali. Il tutto entro il 13 marzo, quando la Giunta confindustriale tirerà le somme e indicherà il successore di Luca di Montezemolo. Un iter che questa volta si annuncia senza suspence e senza contrasti. Sulla linea del traguardo, infatti, un solo uomo, anzi una sola donna, la prima nella storia della Confindustria: Emma Marcegaglia, 42 anni, figlia del re dell'acciao Steno Marcegaglia e amministratore delegato del gruppo di famiglia, già presidente dei giovani imprenditori di Confindustria. La Marcegaglia è la candidata ufficiale di Montezemolo nel segno della continuità, ma ha già raccolto un consenso pressoché unanime delle più grandi associazioni territoriali. Già ieri Luigi Abete, ex presidente confindustriale, ha espresso a Marcegaglia il suo appoggio personale e quello dell'Unione Industriali di Roma. Negli ultimi mesi non sono decollate possibili candidature alternative e tutti hanno preferito convergere sul nome della giovane imprenditrice mantovana. Così, oltre agli industriali romani, già si sono espressi gli imprenditori di Veneto, Campania, Toscana, Emilia, nonché la potente Assolombarda di Diana Bracco. CON MARCEGAGLIA si schierano anche la Piccola Industria, la Federchimica e i Giovani guidati da Matteo Colaninno. La super-candidata ha avuto anche il via libera di alcuni big che contano in viale dell'Astronomia, da Vittorio Merloni a Fedele Confalonieri. Ieri Marcegaglia ha incontrato anche la Federazione che raggnippa le 17mila imprese dei servizi tecnologici e del terziario avanzato e che le ha formulato gli auguri di successo. Raramente nella storia di Confindustria si era realizzata una così larga convergenza su un candidato: «Vogliamo dare un segnale di unità del mondo delle imprese » ha commentato Montezemolo. Per il Paese il momento è delicato su molti fronti e sconsiglia agli imprenditori di riprodurre le lacerazioni che quattro anni fa avevano segnato il cambio della guardia fra Antonio D'Amato e il presidente della Fiat.
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