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LE NUOVE LOBBY
Un Forum per la Famiglia
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“Famiglia come realtà di amore reciproco. Esperienza di vita vissuta, con i suoi problemi, le sue difficoltà, le sue radici, è quello che andiamo a proporre alla società”. Paola Soave, Vicepresidente Forum delle associazioni familiari.


di Elena Mastroieni

Dieci anni di intensa attività mirata a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della famiglia. A sollecitare la partecipazione delle famiglie alle attività associative. A formulare proposte concrete su cui far convergere le istituzioni. A partire dal 5 novembre 1993, quando si svolse un seminario per la presentazione del cartello delle associazioni familiari e delle loro richieste, che sancì la nascita del “Forum”. Una vera e propria lobby, nel senso anglosassone del termine. Creata su una base comune, costituita dall’appartenenza alla Chiesa. Un gruppo di pressione – oggi formato da ben 41 associazioni – con la volontà non di “chiedere” alla politica, bensì di rapportarsi a essa e collaborare, proponendo un’esperienza vissuta che è l’impegno sociale delle varie associazioni e che è, da ultimo, la vita stessa delle famiglie. Un’esperienza che – come ha sottolineato Paola Soave, Vicepresidente del Forum delle associazioni familiari – non è mai ideologica, né tenta di imporsi. Non è mai “contro”, ma è sempre “per”.
Promuovere e salvaguardare i valori e i diritti della famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio”. Questo il principale obiettivo del “Forum delle associazioni familiari”, di cui lei è Vicepresidente. Come nasce l’idea di creare questo organismo volto a riconsegnare alla famiglia il posto che le spetta, quale soggetto sociale forte da promuovere e non debole da assistere?
Il Forum nasce, nel 1993, dall’intuizione di tante associazioni che pure svolgevano un lavoro notevole nel loro settore specifico, ma che non riuscivano a incidere ed essere visibili in modo ugualmente notevole nella società. Per queste associazioni, giunte ora a 41, in rappresentanza di oltre due milioni e mezzo di famiglie, la sfida è stata quella dell’unità su un obiettivo prioritario per tutti: la difesa e la promozione della famiglia, un’istituzione che molti vorrebbero fragile e terminale e che, invece, mantiene tutta la propria freschezza e unicità.
Questa intuizione veniva corroborata dalla riflessione sull’esortazione Familiaris Consortio e in particolare sul punto 44, che afferma che “il compito sociale delle famiglie è chiamato a esprimersi anche in forma di intervento politico: le famiglie, cioè, devono per prime adoperarsi affinché le leggi e le istituzioni dello Stato non solo non offendano ma sostengano e difendano positivamente i diritti e i doveri della famiglia”.
La forza di questa nuova “associazione di associazioni” - che è il Forum - viene proprio dalla coscienza che noi non andiamo a “chiedere” alla politica, ma ci rapportiamo con la politica proponendo un’esperienza vissuta che è l’impegno sociale delle varie associazioni e che è, da ultimo, la vita delle nostre famiglie.
Quali sono, in concreto, i passi che il Forum sta compiendo per proporsi come tenace sostenitore di politiche familiari sempre più moderne e incisive? E come, soprattutto, cerca di comunicare alle famiglie la necessità di “esserci”, non per andare contro qualcuno ma verso qualcuno?
La logica che da sempre abbiamo seguito è quella dell’approfondimento del pensiero comune – verrebbe da dire del Forum-pensiero – sulle varie tematiche che sollecitano la famiglia come risorsa e non come handicap sociale. È questo pensiero che viene, continuamente, confrontato con l’attività delle istituzioni centrali e locali. Seguiamo i lavori parlamentari, regionali e provinciali (e anche comunitari, attraverso la Federazione europea di cui facciamo parte).
Fedeli al nostro stile, non seguiamo i lavori stando, da bravi spettatori, “alla finestra”, ma con un ruolo propositivo. È così che, nel 2005, la nostra proposta di riforma del fisco è entrata finalmente a far parte della Legge finanziaria. È così che hanno visto la luce leggi importanti come quella sull’adozione, quella sulla pedopornografia, quella sull’affido condiviso, quella sulla fecondazione artificiale. Ed è così che sono nate le varie leggi regionali sulla famiglia che, sia pure snaturate nelle ultime esperienze, nascono come elemento di positività dell’associazionismo familiare nelle Marche, in Friuli e in Lombardia.
Sembra che il Forum agisca come una vera e propria “lobby”, avvalendosi della collaborazione di un folto numero di esperti in materia di economia, giurisprudenza, politiche della famiglia e scienza dell’educazione. Ma con quali strumenti e secondo quali modalità opera per perseguire i suoi concreti obiettivi?
Lobby nel senso anglosassone, senz’altro. Ma una lobby che parte dal basso. Abbiamo avuto molti grandi maestri, che ancora ci seguono con simpatia dall’interno del nostro Comitato scientifico, ma la vera novità rappresentata dal Forum è il tentativo di incarnare questa sapienza “accademica” nell’esperienza di cui le nostre associazioni sono portatrici.
La fusione tra teoria ed esperienza avviene nelle Commissioni che, create sulle singole tematiche e in parallelo con le Commissioni parlamentari, riuniscono le associazioni che interagiscono con quelle tematiche. È qui, alla luce della dottrina sociale, che nasce e cresce il nostro pensiero comune che va a confrontarsi con le istituzioni, la politica e la società civile.
“Una Chiesa che non impone ma propone. Che non si fa reggente della società, né percorre la via della ‘lobby’ di pressione. Una Chiesa che sta in mezzo agli uomini, nutrendo per loro simpatia. Una Chiesa libera da partiti e ideologie, che assume il proprio impegno di carità nella gratuità, senza mirare ad altri scopi”. Questa la visione di Papa Benedetto XVI. Lei cosa ne pensa?
Il Forum parte da una base comune che è l’appartenenza alla Chiesa. Questo fondamento antropologico condiviso condiziona, inevitabilmente, l’elaborazione del pensiero comune e lo stile con il quale ci apriamo all’esterno. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, nei molti incontri che abbiamo avuto, ci hanno sempre confermato che la nostra proposta è tanto più valida e convincente quanto più nasce dalla testimonianza di un’esperienza vissuta.
Anche dal recente grande incontro di Valencia è venuto un richiamo della famiglia come realtà di amore reciproco aperto alla generazione e all’educazione dei figli. Questa esperienza di vita vissuta, con i suoi problemi, le sue difficoltà, le sue radici e i suoi bisogni è quello che andiamo a proporre alla società. Testimoniare un vissuto non è mai ideologico, non si impone, non è mai “contro” ma è sempre “per”.

elenamastroieni@comunicazione2000.com




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