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QUALEIMPRESA
 DAL TERRITORIO
Start Cup
Premio Nazionale Innovazione
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La competizione che premia le migliori e più innovative idee imprenditoriali ad alto contenuto tecnologico. PNI è nato 4 anni fa dai Giovani Imprenditori di Confindustria, in partnership con alcuni tra i più avanzati Atenei italiani.
di Enrico Rosina Componente Comitato Redazione Qualeimpresa
La 4° edizione del premio, per la prima volta, si è tenuta a Udine e si è chiusa con la vittoria in parità dei progetti “Foodtech” (Agroalimentare) e “Ske” (Salute), rispettivamente dell’Università di Udine e del Politecnico di Milano, mentre si è classificata al 3° posto l’Università di Padova con il progetto “Ananas” (Biotecnologie). Il progetto milanese si focalizza sullo sviluppo e commercializzazione di nuove tecnologie automatizzate, per la produzione di tessuti biologici autologhi. Quello udinese, che riguarda l’industria agroalimentare, si sviluppa su un impianto che utilizza un’innovativa tecnologia con l’obiettivo di rimuovere un contaminante tossico (Acrilammide), che si forma in alcuni alimenti in seguito al normale processo di cottura. Al 3° posto, il progetto padovano si propone di produrre nanoparticelle di dimensioni ridottissime (60-200 nanometri) da utilizzare nella immunodiagnostica, sia in vitro che in vivo, e nel drug delivery. Il gradino più alto del podio per la squadra di Udine ha un forte valore di costanza e preparazione, in quanto giunge dopo due primi posti e un terzo posto ottenuti dall’Ateneo friulano nelle precedenti edizioni del concorso, che collocano in cima alla classifica dei vincitori. Il Rettore dell’Università di Udine, Furio Honsell, ha ricordato come “per l’Ateneo udinese è una grande soddisfazione e un privilegio ospitare 36 progetti fra i più innovativi d’Italia, espressi da 27 Università. Questa competizione è una dimostrazione di creatività ma, anche, di rigore, metodologia e serietà. L’innovazione, infatti, rappresenta sempre un’avventura affascinante e coinvolgente. Inoltre, è la dimostrazione della volontà e della capacità delle università italiane di fare sistema”. “L’innovazione - ha spiegato Innocenzo Cipolletta, Presidente del Gruppo Ferrovie e de ‘Il Sole 24 Ore’ - deriva dalla necessità e viene stimolata dalla concorrenza, dal timore cioè che qualcuno arrivi prima. Questo processo avviene non senza resistenze all’interno di un’azienda, in quanto rappresenta comunque un atteggiamento eversivo perché mette in discussione lo status quo. Questo succede anche a livello di sistema territoriale, soprattutto in Italia dove la resistenza maggiore all’innovazione è riferita ai settori protetti”. A dimostrazione di quanto affermato, Cipolletta ha voluto ricordare che i maggiori stimoli all’innovazione siano parte integrante del proprio dna dei settori produttivi ed economici maggiormente liberalizzati, dove cioè è più intensa la competizione tra imprese. Dove, invece, vigono monopoli e protezionismi l’evoluzione tecnologica e non solo, vedasi ristrutturazioni organizzative, è una parte secondaria e molto attardata. Per Matteo Colaninno, Presidente Nazionale Giovani Imprenditori di Confindustria, è fondamentale la dinamicità di un sistema economico. “A fronte di tante imprese italiane che muoiono a causa della competizione globale - ha spiegato - altrettante e più devono nascere”. Colaninno ha, quindi, evidenziato la necessità del dialogo, affinché “le idee possano essere trasformate in imprese e gli imprenditori possano fare un salto culturale per capire che in un Paese di inventori non è sufficiente la passione, ma occorre brevettare e diffondere la capacità innovativa, soprattutto oggi, che la conoscenza è diffusa”. Infine, il moderatore della serata conclusiva, Fabio Fazio ha ricordato alcuni numeri, 27 Atenei partecipanti, 516 progetti iscritti, 36 finalisti e molto interesse sia dal mondo economico sia da quello accademico e da quello politico, per questi primi passi per una radicale mutazione del sistema universitario finalmente integrato con il mondo industriale.
enricorosina@folicaldi.191.it
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