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ARTE
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
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Un Museo per sostenere e promuovere giovani artisti contemporanei italiani e internazionali. Per avvicinare il pubblico all’arte.



di Roberta Olcese


“Quindici anni fa il pubblico era poco recettivo all’arte contemporanea. Oggi, l’interesse è notevolmente cresciuto. L’Italia detiene oltre il 50% del patrimonio artistico e architettonico mondiale, perché nei secoli i mecenati hanno saputo riunire intorno a loro i migliori talenti e le migliori produzioni artistiche. Sostenere e supportare l’arte contemporanea è un dovere verso le future generazioni e verso una tradizione che ha fatto grande il nostro Paese”.
È la dichiarazione di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Collezionista e Presidente della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, costituita nel 1995. Il suo sogno era creare un museo e c’è riuscita: dal 1997, la Fondazione - con sede sia a Palazzo Re Rebaudengo a Guarene d’Alba in provincia di Cuneo sia nell’ex quartiere industriale San Paolo a Torino - è una delle Istituzioni cittadine che promuovono giovani artisti contemporanei italiani e internazionali.
Perché creare una Fondazione?
Per sostenere gli artisti e far conoscere il loro lavoro, aiutandoli economicamente e producendo nuove opere; per avvicinare un pubblico sempre più ampio all’arte contemporanea; per creare sinergie con altre istituzioni italiane e straniere.
Sono circa quindici anni che colleziono e la Fondazione, che ha in comodato le mie opere, mi permette di dialogare con le principali istituzioni internazionali.
Riceviamo anche contributi pubblici, per questo abbiamo scelto la linea della trasparenza e pubblichiamo ogni anno il bilancio sociale.
In Italia lo Stato sostiene l’imprenditore o il privato che investe in arte?
Quando nel 2002 il MOMA ha inaugurato la nuova sede, sono rimasta impressionata nel vedere il profondo coinvolgimento della comunità di Manhattan nella vita del Museo. David Rockefeller, insieme agli altri sostenitori del museo, ricevevano il sindaco Bloomberg e gli ospiti di tutto il mondo. In America, i musei sono sostenuti dai privati. In Italia, invece, pensiamo che la cultura vada delegata e sia una responsabilità pubblica. La legge 342/2000, permette alle imprese di dedurre dal reddito imponibile il 100% dell’importo della donazione a favore di enti culturali. Il problema è che non tutte le imprese ne sono a conoscenza.
In che modo le aziende possono sostenere l’arte?
Oltre che con le sponsorizzazioni, anche con il loro coinvolgimento in progetti culturali. La Fondazione ha un patrimonio di conoscenze e relazioni nel mondo dell’arte, ha rapporti di fiducia con gli artisti. Questi possono, infatti, essere una risorsa per le aziende attente all’innovazione e che desiderano comunicare la loro attività e i loro prodotti attraverso una creatività contemporanea.
Come acquista le sue opere?
I miei acquisti avvengono sempre attraverso le gallerie, un anello fondamentale nel sistema dell’arte contemporanea.
L’arte è un mezzo di integrazione?
L’arte ha un ruolo politico, sociale ed economico. Ed è un modo per integrare artisti di Paesi diversi. L’anno scorso, in Fondazione, per la mostra sul subcontinente indiano, abbiamo visto lavorare insieme artisti pakistani e indiani, e per “Alllooksame” abbiamo ospitato artisti cinesi, giapponesi e coreani.


r.olcese@guidaopi.it




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