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QUALEIMPRESA

LIBRI
"Il ghetto di Venezia"
qualeimpresa








di Bernard D. Cooperman e Roberta Curiel
Arsenale Editrice
Pag. 176
Euro 25,50



1516, con un editto, la Repubblica di Venezia sanciva che tutti gli ebrei residenti in città dovessero trasferirsi in un’isoletta della contrada di San Girolamo, sede di una fonderia in disuso e lì riadattare ed edificare le proprie abitazioni. A ore prestabilite, i ponti che collegavano questa isoletta erano aperti al loro transito ma, a eccezione dei rinomati e capaci medici ebrei, durante la notte era impedita loro l’uscita dall’isola. Dal termine dialettale “geto” fonderia, nacque così il nome di ghetto.
Sorse, allora, il Ghetto di Venezia che riuniva in uno stesso spazio ebrei sefarditi, ashkenaziti, levantini e ponentini, espulsi dalla gran parte degli Stati europei e non che, malgrado l’isolamento, mantennero uno stretto contatto culturale e economico con la città ospitante.
“Il ghetto di Venezia” è un’opera di notevole importanza, sia per l’accuratezza dei testi, sia per la ricchezza delle fotografie. Notevoli per la rarità e la bellezza sono le foto dei tesori del Museo di arte Ebraica di Venezia, scampati miracolosamente alle tragedie dell’ultimo conflitto mondiale.
Il testo scorrevole illustra la ricchezza della vita culturale nel Ghetto, con le sue cinque sinagoghe, pone in rilievo le peculiarità e le diverse tradizioni dei vari gruppi di ebrei che formavano la comunità e spiega come essi riuscirono a diventare parte integrante della vita della Serenissima, trasmettendole il loro patrimonio artistico, culturale e commerciale.


di Enrico Rosina
Componente Comitato Redazione Qualeimpresa

enricorosina@folicaldi.191.it




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