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IL BEL PAESE...DELLE RIFORME
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE











La mobilità, gli esodi incentivati, la meritocrazia, il tele-lavoro, il rafforzamento delle funzioni manageriali dei dirigenti e la “pagella” dei cittadini. Sono questi i principali elementi al centro del memorandum, firmato dal Ministro della Funzione Pubblica Luigi Nicolais, dal Ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa e dai Segretari Generali di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.
“Per rendere più attrattiva la scelta di vivere e di investire in Italia, per dare spazio alle capacità dei cittadini, dei lavoratori e delle imprese, di innovare, è necessario un deciso miglioramento della qualità dei servizi pubblici che essi utilizzano”: questo l’incipit del documento.
Sul tema della mobilità - territoriale e funzionale - il memorandum prevede che per facilitare la mobilità territoriale del personale pubblico, statale, regionale e locale, verranno individuati meccanismi contrattuali di sostegno e incentivazione, mediante agevolazioni economiche sia dirette sia indirette, conseguibili attraverso il ricorso all’autonomia di bilancio.
Per gli esodi, invece, è stato stabilito che - in caso di accertato esubero di personale non ricollocabile - saranno previste forme incentivate di uscita da attuarsi con modalità da definire, anche tenendo conto di esperienze di altri Paesi europei.
Sul fronte della dirigenza, il riassetto prevede che il numero complessivo di dirigenti pubblici debba essere ridotto: verrà eliminata ogni progressione di carriera automatica. Inoltre, gli incarichi e le promozioni verranno collegati ai risultati conseguiti.
In casi estremi di performance negative, è previsto anche il licenziamento, come avviene nel settore privato. Il ricorso allo spoil system andrà limitato alle posizioni che collaborano direttamente con l’autorità politica.
Il dirigente avrà autonomia nell’uso del proprio budget, per conseguire obiettivi di gestione. Abbassando il rapporto medio dirigente-personale, si avranno vantaggi di efficienza, razionalità organizzativa e di spesa: l’accordo permetterà, una volta fatto il nuovo contratto, di gestire le amministrazioni pubbliche in funzione di una produttività maggiore e contemporaneamente di un controllo della spesa migliore.
Un ruolo importante, nell’ambito della riorganizzazione della Pubblica Amministrazione, verrà svolto dai cittadini. Saranno loro, infatti, a valutare l’azione amministrativa, attraverso l’introduzione di una sorta di “pagella”, in cui sarà possibile assegnare un voto alla qualità dei servizi.

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1° commento
di Michele Russo
Presidente Regionale Giovani Imprenditori Abruzzo


Una buona Pubblica Amministrazione, efficiente e moderna, è il desiderio mai soddisfatto di chi fa impresa in Italia. Il gap da recuperare è tale che non bastano interventi di maquillage. Occorrono riforme importanti e coraggiose, per consentire alle imprese e al Paese di competere. L’elenco sarebbe lungo e forse inattuabile, bisogna, quindi, procedere per priorità. Noi G.I., in più occasioni, abbiamo provato a segnare la strada: riduzione dei costi della politica, attraverso l’eliminazione di enti inutili e il progressivo inserimento della meritocrazia nel lavoro pubblico; attuazione di un sistema fiscale incentivante per le attività produttive, attraverso la riduzione/eliminazione dell’Irap e la promessa riduzione del cuneo fiscale; avanzamento deciso nelle liberalizzazioni, attraverso il coinvolgimento di settori strategici della nostra economia; spinta all’internazionalizzazione, attraverso i 10 punti chiave gia indicati da Confindustria (v. “Il Sole 24 Ore” del 27-3-2007); riduzione della burocrazia, attraverso la semplificazione amministrativa sulla scia di quanto proposto da Capezzone.
Queste e altre azioni, non indicate per brevità, dovrebbero essere presenti nell’agenda della nostra classe politica. Un’agenda vera, che tenga conto del passare dei giorni, perché per un imprenditore non è solo importante che si faccia qualcosa ma che si faccia in tempi utili.
Purtroppo, i temi e le discussioni che animano quotidianamente il dibattito politico non paiono preoccuparsi più di tanto dell’ammodernamento della PA, sono invece dominati da questioni che si presentano distanti dall’interesse dei cittadini e di chi produce.
Se non vi sarà una presa di coscienza da parte di chi governa delle vere priorità che stanno a cuore agli italiani, l’elenco di azioni sopra proposte continuerà a restare un libro dei sogni.
Noi G.I., però, abbiamo il compito di continuare a batterci per una PA che guardi al futuro, perché è lì che passeremo il resto del nostro tempo.


2° commento
di Giovanni Santucci
Presidente Regionale Giovani Imprenditori Umbria


Uno Stato moderno non può, assolutamente, prescindere dal dotarsi di una Pubblica Amministrazione efficiente e capace di rispondere alle aspettative dei cittadini e delle imprese.
Apprendiamo con soddisfazione che, finalmente, si vogliono introdurre i concetti di meritocrazia e responsabilità per i lavoratori della PA.
Il Movimento Giovani Imprenditori è da sempre in prima fila, nel sensibilizzare l’urgenza del cambiamento. La capacità di motivare i singoli, così come avviene nelle migliori aziende private, sarà alla base del successo di questa innovazione.
Dobbiamo perseguire l’eccellenza, in tutti i settori del Paese. Dobbiamo creare un sistema coeso, con obiettivi comuni e condivisi.
Noi Giovani Imprenditori rifiutiamo le polemiche sterili e gratuite, siamo abituati a costruire, a essere costruttivi e a vivere con passione ed entusiasmo il nostro “fare impresa”. Dobbiamo rimettere l’impresa al centro. Perché è il motore portante di sviluppo e benessere, per l’Italia e l’Europa.
È necessario, però, un cambiamento culturale serio, un approccio al lavoro diverso. Dobbiamo impegnarci a formare i giovani al rispetto e all’amore per il lavoro, unico mezzo per la crescita.
È il momento di assumersi le responsabilità. Esigiamo una classe politica che abbia la volontà di affrontare e risolvere i problemi reali!
Non vogliamo continuare a impantanarci. Non vogliamo essere complici delle “tarantelle” senza costrutto.
Sulle riforme più o meno annunciate, consentitemi di essere poco ottimista. Da troppi anni assistiamo allo stesso spettacolo.
Tuttavia, le nostre motivazioni sono più forti di qualsiasi impedimento. Vogliamo continuare a fare la nostra parte con avvedutezza e continuare a giocare nella stessa squadra per il bene comune.




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