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QUALEIMPRESA

EUROPA
I 50 anni dell'UE 25 marzo 1957 - 25 marzo 2007










di Annibale Chiriaco
Vicepresidente Europeo dei Giovani Imprenditori con delega nella Presidenza Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria ai Rapporti Istituzionali e Internazionali


Buon compleanno, cara Europa!
Pur tuttavia, non è l’augurio di un giovane cittadino e imprenditore europeo, scevro da critiche e pregiudizi. Infatti, l’Europa sta attraversando un periodo di crisi, che non è una tempesta passeggera: il progetto stesso viene messo in discussione!
Eppure, l’unificazione europea ha rappresentato con forza un grande ideale in cui credere: la fine delle continue guerre, nel Vecchio Continente. Quando l’Italia con la Francia, la Germania, i Paesi Bassi, il Belgio e il Lussemburgo firmarono il trattato di Roma nel 1957, puntavano esattamente a quello scopo: costruire una vera comunità, formare un’Unione in grado di garantire il benessere e la pace sociale.
Oggi, improvvisamente, sembra che l’entusiasmo per quell’originario disegno europeo stia via via scemando, lasciando sempre più spazio a forme di disinteresse e di timore. Paura per l’invasione degli “idraulici” dell’Est; paura che la propria azienda possa traslocare in uno dei nuovi Stati membri; paura delle economie del SudEst asiatico o del tessile/calzaturiero cinese, promotore di una spietata concorrenza alle nostre aziende; paura diffusa, inoltre, per il crimine organizzato che, in un’Europa allargata, possa agire indisturbato.
Ed è per questo che oggi - a 50 anni dalla firma del trattato di Roma, dopo il doppio “no” franco-olandese al trattato costituzionale, sotto il nuovo slancio della presidenza parlamentare tedesca - c’è un grande bisogno di proporre idee coraggiose e innovative, per scuotere l’Europa, farla uscire dal torpore in cui è precipitata, dibattere e convincere tutti su questa reale necessità.
Come cittadini europei, abbiamo bisogno di un nuovo programma e di un nuovo quadro politico, con un’Unione Europea sempre più concentrata sui suoi impegni fondamentali.
Allora, perché non intravedere la possibilità di immaginare che l’Europa, con tutte le sue diversità nazionali, venga formata - come, anche più volte, ribadito da lungimiranti pionieri dell’integrazione europea - essenzialmente da due circoli concentrici: un nucleo politico, una sorta di “Stati Uniti d’Europa”, e uno commerciale, formato da una specie di “Organizzazione degli Stati Europei”. Il tutto finalizzato a una più ampia cooperazione al suo interno, dove ogni Stato membro rimarrebbe parte essenziale del più ampio processo di integrazione. Con la speranza che tutti gli Stati membri, vecchi e nuovi, possano aderire alla nuova Europa collaborando, senza riserve, al progetto politico complessivo!
Attraverso la valente azione dei nostri parlamentari europei, al fine di favorire e velocizzare questi scopi, perché da italiani non ci facciamo promotori e portavoce di una Giornata Referendaria Europea (da tenersi in contemporanea in tutti i Paesi aderenti, magari in concomitanza delle elezioni europee) con l’obiettivo di sottoporre a tutti questo nuovo progetto di costruzione per una nuova Europa?
Da cittadini europei, vogliamo un’Europa forte in grado di vincere e reagire con forza ed entusiasmo alle sfide di oggi e di domani. Vogliamo scelte trasparenti con decisioni chiare. Ma soprattutto vogliamo un progetto che ridia linfa e vigore ai trattati di Roma del 1957.
Se l’attuale classe politica europea riuscirà a soddisfare le nostre aspettative, verrà sicuramente gratificata e da cittadini europei daremo alla nuova Unione pieno sostegno e approvazione…
Chi vivrà, vedrà!

chiriac@katamail.com




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