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DAL TERRITORIO
Guardarsi allo specchio per guardare al futuro










Il viaggio in Italia alla scoperta del rapporto tra Giovani Imprenditori, istituzioni e media. Il progetto nazionale “Marketing Associativo e Comunicazione”, curato dal Comitato Rapporti Interni GI presieduto da Giovanni Sofi.


di Marco Marturano
Coordinatore Scientifico del progetto “Marketing Associativo e Comunicazione” della Presidenza Nazionale


Guardarsi allo specchio fa bene. Se non lo facciamo per chiedergli “specchio, specchio delle mie brame, i GI sono i più belli del reame?”. Altro bisogna chiedere allo specchio dell’opinione pubblica che ci circonda, allo specchio delle istituzioni e della politica con cui i GI portano avanti le proposte e su cui fanno pressione per difendere i loro ideali e i loro progetti di cambiamento dell’Italia in un Paese che funziona. Bisogna chiedersi se sono sicuri di sapere chi sono. E soprattutto se sono sicuri di conoscere cosa pensano di loro le istituzioni e quei mass media, con cui cercano di gestire spesso la loro visibilità più che le loro proposte e la loro identità.
A valle dello start up del progetto di marketing associativo, che era stato fortemente voluto dalla Presidenza Artoni, dal 2005 la Presidenza Nazionale dei GI guidata da Matteo Colaninno, con la regia del Vicepresidente Giovanni Sofi e del Direttore Francesco Delzio, ha scelto di lanciare una nuova sfida a questo specchio, per non limitarsi a guardarsi dentro ma per cambiare il futuro e fare dei GI il Movimento che in Italia diventi il protagonista del cambiamento e non più uno dei protagonisti.
Una sfida che è partita dal chiedere prima di tutto ai Giovani Imprenditori (Presidenti e Associati) mediante due questionari, come si percepiscono, come pensano di essere considerati dall’opinione pubblica e che rapporto hanno con la comunicazione e con le istituzioni. Una sfida che è passata da un percorso di formazione sul marketing associativo dei GI e sulla comunicazione strategica, in 3 tappe nel corso del 2006 tra Palermo, Mattinata e Bologna, per cambiare la prospettiva con cui le Territoriali GI affrontano le loro azioni di sviluppo degli associati e il loro modo di costruire e programmare la comunicazione. Una sfida che è arrivata a portare circa 30 territoriali su 100 in tutta Italia a sviluppare un piano di marketing e comunicazione, che parteciperà alla valutazione per i premi che verranno assegnati nel corso dell’Assise Nazione dei GI nel prossimo inverno. Una sfida che ha voluto proporre alle Territoriali un nuovo modello di evento di comunicazione, realizzandone fino a oggi nel corso del 2007 tre esempi tra febbraio e maggio, da Bari a Verona a Perugia.
Un modello che è stato chiamato “Il futuro allo specchio”, tutto centrato sul confronto tra quello che i GI pensano di sé stessi e del loro ruolo in Italia e quello che pensano di loro le istituzioni, la politica, le associazioni e i mass media. Un modello che si è rodato in corsa e che ha stimolato molte Territoriali a farne un metodo per il futuro. Un modello che la Presidenza Nazionale porterà in almeno altre due città tra settembre e dicembre. Un modello costruito a partire dalla presentazione dei risultati della ricerca sull’autopercezione dei GI nelle Regioni e sulla loro relazione con media e istituzioni. Risultati che diventano la base di partenza di un talk show franco e non istituzionale, che mette sul tavolo luci e ombre del rapporto complesso tra i Giovani Imprenditori di Confindustria e la politica e i media sul territorio.
A confrontarsi con i GI nei tre eventi realizzati a Bari, Verona e Perugia si sono prestati, con sincerità e disponibilità alla critica e all’autocritica, alcuni dei migliori testimonial delle istituzioni locali e dei media. Dal Sindaco di Brindisi e Direttore di “Ideazione”, Domenico Mennitti, al Direttore della “Gazzetta del Mezzogiorno”, Lino Patruno, dall’Assessore alle Attività Produttive della Provincia di Verona, Maria Luisa Tezza, al Direttore de “l’Arena”, Maurizio Cattaneo, dal Direttore del “Giornale dell’Umbria”, Giuseppe Castellini, all’Assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità della Regione Umbria, Giuseppe Mascio, fino alla testimonianza coraggiosa e stimolante del Vescovo di Terni, Vincenzo Paglia.
Tanto la conversazione vivace e a tratti accesa con gli ospiti quanto i dati della ricerca hanno offerto nei 3 eventi punti di vista in parte omogenei, in parte molto o poco divergenti, sia sull’identità che percepiscono di sé i GI che sulle modalità con cui istituzioni e media vorrebbero sviluppare un percorso possibile più maturo e costruttivo.
Rispetto ai primi dati regionali della ricerca sull’autopercezione dei GI e sul loro rapporto con media e istituzioni, sono emersi alcuni dati veramente originali. In particolare, è emerso come il rapporto con i media sia decisamente contraddittorio. Da un lato, il giudizio su come i giornalisti parlino del Movimento è mediamente positivo, se non molto positivo. Dall’altro lato esiste una diffusa sensazione, soprattutto negli associati, che l’opinione pubblica non sempre percepisca le differenze tra GI e Confindustria e che, quando le percepisce, non necessariamente lo faccia in positivo. Rispetto, cioè, alla più matura sensazione che i GI hanno di sé come attori di sviluppo della cultura d’impresa in Italia, in molti associati è presente l’idea che istituzioni e società tendano ancora a vivere di stereotipi sui GI, a cominciare da quello sui “figli di papà”.
In modo meno omogeneo e lineare, sembrano emergere i tratti della relazione tra i Presidenti dei GI e le istituzioni. Si va da un rapporto prevalentemente formale e poco collaborativo in Puglia a un rapporto quasi totalmente collaborativo e per nulla formale, al limite conflittuale, in Umbria e Centro Italia. Infine, è significativo il fatto che, nelle 3 Regioni toccate da questa prima fase di percorso, sia emerso che la maggior parte dei GI, ben fuori dagli stereotipi e ben dentro la reale identità del Movimento come attore di opinione e soggetto di pressione politica, cercano nei media nazionali e locali soprattutto l’approfondimento politico. Alla faccia dei figli di papà e degli imprenditori che si occupano solo di economia e impresa.
Questi e molti altri spunti hanno acceso, nei 3 incontri pubblici, la miccia per un confronto con i Direttori di giornali e i politici, che hanno ulteriormente arricchito l’immagine allo specchio dei GI e offerto ancora più idee per farla crescere in futuro. E anche in questo caso, non tutta l’Italia si è dimostrata uguale allo specchio. In particolare, sono risultate evidenti dalle posizioni a volte provocatorie, a volte deluse, di politici e giornalisti in Puglia alcune difficoltà dell’opinione pubblica e delle istituzioni nel comprendere il progetto dei GI e nello sviluppare con loro percorsi costruttivi. Le stesse difficoltà si sono molto smussate nel confronto con politica e media veneti e si sono quasi azzerate, anzi trasformate in valore aggiunto, in Umbria. Nelle difficoltà proiettate con evidenza in Puglia, per esempio, sono risultate più chiare quelle relative alla visione che il mondo esterno sembra avere delle differenze tra GI e Confindustria e della forza di opinione del Movimento. Al punto da non riuscire a considerare prioritari per i GI impegni istituzionali e sociali, come quello sul referendum sulla Legge Elettorale. Salendo verso il Nord-Est e il Centro Italia, questa immagine sfuocata si mette a fuoco davanti allo specchio, ma non sono mancati gli stimoli da parte di politici e media a lavorare con più continuità a grandi progetti comuni locali e nazionali.
È l’inizio di un nuovo tempo per i GI. E solo i GI, come sta dimostrando questo viaggio in Italia alla scoperta dello specchio del futuro, possono scegliere di guidarlo. È finito il tempo in cui poter dire che sono gli altri che ci guardano in modo distorto. È cominciato quello in cui GI, istituzioni e opinione pubblica guidano insieme il proprio ruolo di protagonisti del cambiamento.

m.marturano@gamemanagers.it







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