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Costituzione Italiana









Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana
Numero 298
27 dicembre 1947



Roma, addì 27 dicembre 1947. La Costituzione viene firmata dal Capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, e controfirmata da Umberto Terracini, Presidente dell’Assemblea Costituente, e da Acide de Gasperi, Presidente del Consilio dei Ministri. Entra così in vigore il 1° gennaio 1948 e rimane esposta, nella sala comunale di ciascun Comune della Repubblica Italiana, per tutto l’anno 1948, affinché ogni cittadino possa prenderne visione e cognizione.
24 Aprile 2007. In tre librerie visitate, alla richiesta di una copia della Costituzione Italiana, le risposte sono state nell’ordine: “In che senso?…Non so, se l’abbiamo…Forse, è contenuta qui…”. Senz’altro, il campione non è significativo e da ciò non si può dedurre nulla ma concediamoci almeno un piccolo brivido di freddo, del tutto sopportabile, visto il clima mite!
Tutti i giornali ne parlano, tutti urlano il suo nome, tutti la vogliono modificare, tutti si appellano a essa e noi non la conosciamo. Durante la scuola dell’obbligo, c’è un accenno nel corso di Storia ed Educazione Civica e in alcuni corsi di Laurea se ne studia approfonditamente il testo e ciò che ne consegue. Ma, poi, per tutti gli altri, che sono la maggioranza…?
Non è un testo lungo, ma fondamentale per al nostra Repubblica e per la nostra capacità di discernere su mille argomenti all’ordine del giorno, eppure quanti di noi ne possiedono una copia o almeno quanti di noi sanno dov’è collocata in casa? E non vogliamo certo chiederci quanti di noi hanno letto il testo integrale? Meglio di no!
Naturalmente, non lo si è fatto per “antipatia” su questo testo o per scelta personale ma per quel male verso cui talvolta ci incamminiamo: una sorta di “pigrizia verso le cose vicine”.
E sì. Perché tutti noi sappiamo che cos’è. Ne abbiamo una labile infarinatura. Sappiamo che è un testo importante. Ma le leggi sono un’altra cosa. E poi siamo certi che è lì e che un giorno, magari quando ci servirà, la prendiamo in mano.
No è sbagliato, non è teoria e la pratica è un’altra cosa, non è solo un monumento ma è la filosofia, l’etica del nostro Stato e del nostro essere Italiani.
Le nostre scelte e le nostre idee devono essere sempre consapevoli di questo testo, perché è “lui” che ci permette di poter decidere e esprimerci. In esso, troviamo tutto.
Non è perfetto, ma cosa lo è? Non è sempre comodo, come non lo sono le scelte coraggiose e rigorose e di questo dovremmo andarci fieri.
Solo ogni quattro anni, purtroppo impariamo l’Inno Nazionale e se provassimo a “cantare” anche questo testo? Magari durante l’intervallo!


di Enrico Rosina




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