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Piccole reti crescono...










Il boom dei siti di social & business networking è ormai esploso. ASmallWorld, LinkedIn, Open BC/Xing, BeautifulPeople, MySpace. Non solo mode passeggere, ma veri e propri life style.



di Elena Mastroieni

Relazionarsi, conoscersi, scambiare idee ed esperienze. È questa la filosofia delle tribù del web, che negli ultimi anni si sono enormemente sviluppate e diversificate. Si chiamano aSmallWorld, LinkedIn, Open BC/Xing, Friendster, Tribe.net, BeautifulPeople, MySpace. Si leggono social & business network.
Salite alla ribalta nel 2003, le reti sociali rappresentano un mondo parallelo. Vere e proprie community tematiche, suddivise in base alle proprie passioni o aree di business. Lo scopo è quello di spingere un visitatore con uguali interessi a mettersi in contatto con un altro.
Figlie della nuova era di Internet - il Web 2.0 -le social network permettono di creare contenuti personali on-line, far circolare foto, video e documenti, che gli utenti possono mettere in condivisione, ascoltare e scaricare, utilizzando la tecnologia Rss e Podcasting. Basta iscriversi e inserire il proprio profilo. E il gioco è fatto! Ogni tribù on-line ha la sua caratteristica dominante.
Per esempio, LinkedIn (www.linkedin.com) promuove specificamente il business networking. Ci si iscrive gratuitamente e si invitano colleghi, fornitori e clienti a far parte della propria rete di contatti. LinkedIn, però, non si limita a mettere in comunicazione le persone, ma analizza anche i profili, aiuta a dare maggiore visibilità alla propria immagine professionale e traccia percorsi attraverso cui raggiungere persone apparentemente lontane.
Non si tratta, dunque, di un network d’élite on-line, in cui i componenti si riuniscono per chiacchierare, bensì di una chat, a cui si può aderire liberamente per cercare lavoro. L’élitarietà consiste nel fatto che i membri di LinkedIn appartengono spesso al mondo del business, della finanza, dell’editoria e della comunicazione. Attraverso questa rete, è possibile effettuare ricerche per trovare gli ex compagni di università o anche per cercare una nuova occupazione o mettere on-line il proprio curriculum.
Ma le opportunità professionali si presentano in rete anche altrove. È il caso della compagnia tedesca OpenBC/Xing, la principale piattaforma europea di business networking. OpenBC conta quasi un milione e mezzo di utenti e ha visto le sue iscrizioni crescere del 23% solo nell’ultimo anno. A partire dall’estate del 2007, OpenBC inaugura un servizio di marketplace, grazie al quale i membri “Premium” (ovvero quelli che usufruiscono dei servizi a pagamento) possono pubblicare sul sito offerte di lavoro, domande d’impiego e annunci commerciali. In questo modo, OpenBC punta a distinguersi sia dall’americana LinkedIn (che mette in contatto persone da ogni parte del mondo), sia da siti come Jobster (che pubblica le inserzioni delle aziende e i commenti dei dipendenti), sia dagli “aggregatori di notizie” (che pescano le inserzioni nella rete).
Ma la vera novità del social & business networking è rappresentato da aSmallWorld (www.asmallworld.net), il sito di “quelli che contano”. Alla lettera, “il mondo è piccolo”. Quindi, non per tutti, ma solo per pochi eletti.
ASmallWorld è l’anticamera virtuale del jet set internazionale, il “salotto buono” della rete. Una comunità privata ed esclusiva che ha messo insieme circa 110mila persone tra vip, manager e qualche “imbucato”. Ivana Trump, Tiger Woods e Naomi Campbell sono solo alcuni dei celebri iscritti.
A circa tre anni dalla nascita, aSmallWorld è diventato un club on-line, in cui tutti vorrebbero entrare. Ma, per farne parte, è necessario essere invitati da un membro “fidato”. In Italia, sono stati addirittura chiusi gli accessi, per via della grande popolarità. La maggior parte degli utenti di aSW hanno un elevato tenore di vita e vivono a Londra, New York, Parigi, Monaco, Stoccolma, Milano, Roma. Hanno tra i 25 e i 35 anni, sono quasi tutti in possesso di laurea o master, si scambiano consigli su viaggi e shopping e fanno a gara per essere linkati.
E così, di contatto in contatto, si arriva ad abbracciare idealmente tutta la popolazione del mondo. Proprio come sostenuto dal sociologo Stanley Milgram, nella famosa teoria dei “sei gradi di separazione”, la cui validità, anche su Internet, è stata recentemente dimostrata dai ricercatori della Columbia University.
Secondo questo approccio, ogni essere umano è connesso in qualche modo a un altro, attraverso una catena di massimo sei conoscenti intermedi. Anche nel “magico” mondo del web. Dove, se lo desideri, puoi frequentare soltanto “le persone più belle”.
È il caso di BeautifulPeople (www.beautifulpeople.net), una comunity on-line esclusiva che si propone di creare delle relazioni, sia private che professionali, tra persone che, grazie al loro aspetto attraente e le loro qualità personali, si contraddistinguono dalla massa. Ma è anche un club off-line, che propone party, eventi, viaggi e opportunità di lavoro.
La decisione che consente di entrare in questa ristretta “cerchia” spetta ai suoi iscritti, ai quali è data l’opportunità di votare tutti i nuovi adepti, durante un processo di selezione che dura per ben tre giorni. La maggioranza determina il voto finale.
BeautifulPeople è il primo sito del suo genere e di diritto il leader. La bellezza promossa su internet è sbarcata prima in Svezia, in Inghilterra e in America e solo da poco è approdata anche in Italia. I membri di BeautifulPeople, nel mondo, sono circa 40mila. L’età minima per entrare è 21 anni e, per potersi affiliare, bisogna pagare una cifra associativa: 25 euro al mese o 180 euro all’anno.
Tutte queste social network hanno, però, un tallone d’Achille: sono molto vulnerabili agli attacchi dei cyber-criminali, a causa della natura particolarmente dinamica dei loro contenuti, che ne rende difficile il monitoraggio e la protezione. La vasta popolazione di users e la possibilità di connettersi l’un l’altro, mediante profili e reti, aumenta inoltre le problematiche di sicurezza nell’ambito di tali community. Ecco perché, già da tempo, si parla di approvare e introdurre una rigida regolamentazione in materia, in grado di tutelare i fruitori di questi servizi. Che non sono solo uomini e donne, ma - udite, udite! - anche animali.
E già, perché pure i cani e i gatti hanno una loro rete. Dogster (www.dogster.com), il social network che consente ai cani, o meglio, ai loro padroni, di tenersi in contatto, e il gemello Catster (www.catster.com), per i gatti di casa. Le due reti contano finora oltre 17 milioni di pagine viste per oltre mezzo milione di visitatori al mese e 1,5 milioni di foto caricate dai circa 260mila membri.
Nasce spontaneo allora chiedersi: ma fino a che punto si arriverà? Ai posteri l’ardua sentenza…

elenamastroieni@comunicazione2000.com




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