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QUALEIMPRESA
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Io posso spegnere il computer, lui no
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“Si perde il tempo che si dovrebbe dedicare ad amare, a stupirsi, a desiderare, ad aspettare...si perde la fantasia che serve nel leggere un libro, ci si dimentica che ‘sedersi a pensare’ è una capacità solo nostra”.
di Enrico Rosina Componente Comitato Redazione Qualeimpresa
“Computer” deriva dal verbo latino computare che significa “fare di conto”. Da sempre l’uomo ha cercato di creare una macchina capace di effettuare calcoli in maniera automatica e veloce, sempre più veloce. Dal dopoguerra i calcolatori che occupavano capannoni interi si sono trasformati nei nostri pc che se messi in rete possono calcolare l’incalcolabile. Negli anni il computer ha rivoluzionato tutto, gestisce e controlla e specialmente non dorme né mangia. Se ben programmato, esegue le operazioni senza errore rendendo reali le intuizioni dell’uomo. “Internet” composto del latino inter “fra” e dell’inglese net “rete”, collega fra loro milioni di computer in tutto il mondo creando la rete globale. Negli anni Novanta questa tecnologia nata durante la guerra fredda trent’anni prima negli Stati Uniti è stata messa a disposizione di tutti creando il più grande collegamento mondiale. Tutto ciò per i fruitori di questo è stata una rivoluzione epocale senza precedenti spostando i limiti dell’uomo a un punto non visibile, ora. Però tutto ciò a portato all’attenzione delle generazione odierne un quesito non trascurabile: che cosa rappresentano internet e il computer? Essi sono degli strumenti, nient’altro che tali. Invece piano piano hanno preso sempre più spazio e finito il loro utilizzo diventano compagni di giochi, biblioteche (senza bibliotecari né ordine né garanzie), mondi paralleli dove crearsi ruoli e situazioni virtuali e collegamenti con persone vere o false. È molto facile: basta finire il tempo dedicato al lavoro e connettersi, ed ecco che si trova di tutto. Ho bisogno di chiacchierare con qualcuno? C’è la chat, anzi, ci sono migliaia di chat. Ho bisogno di svago? C’è un mondo di giochi simulazioni e mondi virtuali pronti. Ho bisogno di sapere in che anno Colombo è giunto in America? Tutto molto facile 1492, 1294,……..e no il bibliotecario non c’è e di “cavolate” scritte invece sì. Poi si guarda l’ora ed è tardi, buona notte, domani ci sono gli appuntamenti in ufficio ma finiti quelli cerco qualcosa sulla rivoluzione francese oppure mi trasformo in Diabolik e libero la principessa dal castello. Si perde il tempo che si dovrebbe dedicare ad amare, a stupirsi, a desiderare, ad aspettare...si perde la fantasia che serve nel leggere un libro, ci si dimentica che “sedersi a pensare” è una capacità solo nostra, se ce lo fossimo ricordato per tempo il computer non lo avremmo immaginato così e internet, forse, non esisterebbe. Il metro delle cose siamo sempre NOI, viviamo bene in branco e non possiamo isolarci perché alla fine, come dicevano i filosofi greci, siamo solo degli animali sociali Quindi il computer è una macchina da accendere e spegnere, e poi c’è la vita, bella o brutta ma reale.
P.S. A proposito del vivere in branco, ogni tanto però una bella gita su un’isola deserta lontano da tutti e da tutto per un paio di giorni non sarebbe male, vero? No, niente cellulari!
enricorosina@folicaldi.191.it
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