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QUALEIMPRESA
 SANTA MARGHERITA LIGURE 2007
Contenitore e contenuti dei tre workshop
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“Risorse Umane: la sfida della scelta”, Mario Mairano. “Imprenditori allo specchio: scelte e strategie”, Francesco Casoli. “Strategie aziendali per competere”, Carlo Calenda. Coordinati dai Vicepresidenti GI Federica Guidi, Vincenzo Nasi e Cleto Sagripanti.
di Ettore La Carrubba Responsabile Giovani Imprenditori per le Politiche Industriali e per le Politiche Sociali
Cosa vuol dire per un Movimento strutturato e complesso, nel quale convivono due generazioni con le relative visioni di cosa significhi essere un Giovane Imprenditore, cercare di evolvere la propria cultura, e la “personale” interpretazione del mondo che affrontiamo e di quello che vivremo? Questa domanda, così articolata e piena di sfumature, sembrerebbe non avere molto senso, come incipit di una riflessione, su di una mezza giornata di formazione dai temi molto pratici e circoscritti. Eppure molto ha a che fare con l’argomento, per il semplice motivo che non esiste una risposta definitiva al quesito posto, tuttavia, in un momento storico come quello descritto, le occasioni di partecipazione, di confronto e quindi di crescita personale e collettiva, sono semplicemente irrinunciabili per tentare di affrontare questa mutazione. È, infatti, una mutazione (concetto che ormai da quasi tre anni accompagna il nostro Movimento, senza più nessuna connotazione negativa) quella che i workshop di Santa Margherita Ligure propongono ai Giovani Imprenditori. Portare nel Movimento nel corso di una mattinata, più di otto ore di riflessioni, su temi come quelli della scelta e della valorizzazione delle risorse umane, della vocazione e della scelta imprenditoriale, dell’evoluzione geopolitica e delle strategie economiche conseguenti, risponde a quanto suggerito nel capoverso precedente e non solo. Cercherò, infatti qui di seguito, di dare senso al titolo di questo contributo, cercando di isolare i diversi Contenuti dell’esperienza. Anche se una specie di tempesta tropicale ha impedito l’arrivo di non pochi partecipanti e dato una buona scusa ai ritardatari, la partecipazione è stata comunque importante e la soddisfazione, rilevata quest’anno con questionari, molto alta. I formatori hanno dimostrato un coinvolgimento eccezionale con l’iniziativa e, in tutti e tre i casi, la parte di interazione con la sala è stata superiore al 50% del tempo totale. Questa è la conferma di quanto i presenti si siano appassionati al tema, tanto che è stato necessario chiudere la discussione quando ancora arrivavano domande, per non sforare dai tempi imposti. Gli spunti, che questa mattinata ha portato, sono talmente tanti che sarà cura del Gruppo di lavoro, che ha seguito la realizzazione dell’evento, creare un kit per i Presidenti Regionali, con lo scopo di informarli e di dare suggerimenti per l’utilizzo di questa esperienza dei Giovani Imprenditori, della loro Regione, che hanno partecipato. Ma non solo, nel corso della riunione successiva all’evento, presenti i Vicepresidenti tutor di sala (Federica Guidi, Vincenzo Nasi e Cleto Sagripanti) e i Giovani Imprenditori coinvolti nell’organizzazione dell’evento, sono emersi alcuni importanti aspetti tutti collegati da un sentimento molto chiaro, l’atmosfera positiva che ha pervaso le sale. Abbiamo tutti percepito, oltre alla naturale voglia di imparare e di “portare a casa qualcosa”, anche un’evidente sensibilità all’angolazione più ampia dei temi proposti. Quella sensibilità che va oltre al risolvere un’imminente problema della singola azienda e che dovrebbe essere, a mio parere, un tratto peculiare della Mission dei Giovani Imprenditori. Ecco il primo dei Contenuti, ora è chiaro che non si allude solo alla didattica più o meno sofisticata ed efficace, pur senza sottovalutare questo aspetto, i workshop sono qualcosa di più. Per noi, Giovani Imprenditori, queste mattinate di studio, potrebbero essere il luogo in cui passare attraverso il Contenuto di un singolo argomento per poi adottarlo per elaborarne anche i Contenuti che ogni tema assume. È evidente che questa elaborazione và fatta tutti insieme, ed è giusto farla tutti insieme. Ecco allora, perché stiamo pensando al kit e ad altre forme di relazione verticale con i Comitati Regionali e da questi con il Territorio, un esempio lampante di questa progettualità è stata la serie di incontri sul tema delle riforme elettorali. Riuscire a incontrare, senza esperienze precedenti, organizzando il tutto nel corso di poche settimane, quasi tutte le assemblee regionali, coinvolgendo ospiti di altissimo livello quali il Prof. Segni e il Prof. Pasquino, riunendo in alcuni casi anche più Regioni e comunque avendo sempre numeri importanti in termini di partecipazione, è stato, oltre che emozionante e utile, anche un segnale di reale presenza fisica e valoriale del Movimento intero. Grande plauso per l’immane sforzo organizzativo e il commitment và dato al nostro Direttore e alla sua squadra, e naturalmente a tutti quei Presidenti Regionali che hanno voluto ospitare l’iniziativa. È alla luce di tutte le esperienze fatte nei due anni di workshop e nel primo anno di incontri con i regionali, che mi sento di affrontare l’impegnativa domanda che ponevo all’inizio. Affrontare e risolvere visioni collettive e personali e al tempo stesso crescere come Movimento è un problema di percorso e non di risultato. Attraverso la creazione di una rete di persone con esperienze e valori comuni, si potranno affrontare, discutere e risolvere i posizionamenti e le relative azioni anche quando, gli interessi o la complessità, renderanno il tutto molto difficile. Ecco quindi un ulteriore contenuto, del contenitore workshop, una modalità, e al tempo stesso una proposta, per decidere. Non a caso tutti e tre i workshop erano declinati sulla capacità di decidere nei vari ambiti proposti e, non a caso, tutto il convegno ha insistito sulla necessità di avere un Paese capace di fare delle scelte. Nel mondo delle complessità, decidere continuerà a diventare di giorno in giorno più arduo, tuttavia il nostro Movimento sembra aver intuito una possibile strada per rispondere, tutti insieme, a questa sfida. Non sarebbe poco, e soprattutto sarebbe un segnale e un contributo importantissimo; ecco l’ultimo, ambiziosissimo, contenuto. Non sono stati proprio i nostri formatori a chiederci di essere ambiziosi? Accontentati.
e.lacarrubba@alpicar.eu
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