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QUALEIMPRESA
 UN ANNO DA RICORDARE
La cultura d’impresa… sboccia sui banchi di scuola
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“È necessario puntare sulla qualità dei corsi di studi riconoscendo il giusto valore del sapere come investimento sulla forza lavoro e, di conseguenza, sul nostro sistema imprenditoriale”.
di Cleto Sagripanti Vicepresidente Nazionale GI Rapporti Esterni ed Education
Analizzando la fotografia dello scenario italiano attuale in materia di Education, ci accorgiamo di quanto siano necessarie e improcrastinabili alcune riforme e interventi da parte del legislatore. I dati, di cui ad oggi disponiamo, sono assolutamente avvilenti: l’Italia spende appena lo 0,88% del Pil in Università e l’1,1% in R&D, motivo per cui i nostri migliori ricercatori preferiscono spostarsi all’estero. Solo per citare un esempio a noi vicino, la Francia ha deciso di investire molto di più in ricerca, aumentando del 10% il salario dei dottori di ricerca. Su queste basi il Comitato Rapporti Esterni ed Education ha deciso di seguire un percorso ben strutturato avviando, nell’ambito della Presidenza Colaninno, dei progetti ad hoc, mirati alla diffusione della Cultura d’Impresa nelle Scuole e nelle Università. I più importanti di essi, possono essere facilmente riconducibili ad alcuni brand di successo promossi dallo stesso Comitato, fra cui il modello “30 ore” e “105”. Fra le molte iniziative, come “105 opportunità” e “105 eccellenze”, quella di gran lunga più apprezzata è stata riproposta anche quest’anno a Padova dopo il grande successo ottenuto dalla 1° edizione dei “105 fiori…Dove sbocciano le idee!”. Quest’evento, di altissimo confronto, volto a valorizzare le attività e le esperienze locali dei GGI finalizzate alla promozione della cultura d’impresa all’interno delle Scuole e delle Università, ha rappresentato un momento di grande impegno e di senso civico in tutti gli associati. Il Convegno finale, svoltosi il 23 luglio a Padova, ha avuto una funzione assolutamente positiva nello stimolare i GGI poco sensibili al rapporto scuola-impresa, aiutandoli a intraprendere la promozione della cultura imprenditoriale tra gli studenti tramite la realizzazione di reti di scambio e di idee e metodi capaci di fungere da esempio e da traino. La grande sfida, di cui il Comitato Rapporti Esterni ed Education si fa promotore, è proprio quella di formare generazioni che possano beneficiare di una modernizzazione del sistema informativo, di maggiori investimenti in innovazione e di una migliore qualità della formazione delle risorse umane. Non molto tempo fa, il nostro Comitato ha avuto il grande piacere di trattare questi temi con il Ministro per l’Università e la Ricerca, Fabio Mussi, il quale ci ha proposto di avviare un “tavolo tecnico”, condividendo alcune linee guida per rilanciare l’istruzione quale valore economico del sapere. L’uomo è assurto a momento centrale del dibattito, il fattore-uomo come primo successo di un’azienda e di un prodotto. È palese come, in concomitanza dell’inarrestabile evoluzione scientifica e tecnologica, è oggi proprio il fattore umano l’elemento discriminante per le competenze aziendali, con tutto ciò che questo comporta in termini di valori, aspettative, speranze, idee e originalità. Per questo, è necessario puntare sulla qualità dei corsi di studi riconoscendo il giusto valore del sapere come investimento sulla forza lavoro e, di conseguenza, sul nostro sistema imprenditoriale. Partendo dalle riflessioni avviate con interlocutori di altissimo livello, come il già citato Ministro Mussi, ma anche sulla base di spunti offertici da imprenditori di indiscussa caratura come Diego Della Valle, Vittorio Merloni e il Vicepresidente per l’Education Gianfelice Rocca, abbiamo accettato volentieri di prendere parte all’organizzazione della XIV Giornata Nazionale di “Orientagiovani” che, per la prima volta, si è svolta nelle Marche. L’importanza di questo evento consiste, innanzitutto, nel portare gli studenti nelle imprese e indirizzarli verso un mondo che troppo spesso si è mostrato distante dalle loro esigenze. Il nostro Paese ha un disperato bisogno di laureati in materie tecnico-scientifiche, per questo è necessario ora più che mai valorizzare Istituti Tecnici e Università competitive, autonome, aperte agli scambi internazionali, fondate sulla meritocrazia, sull’uguaglianza e non sull’egualitarismo. È questo il messaggio che il Comitato Education ha portato a Bergamo, in occasione della 2° edizione del Convegno sull’alternanza Scuola-Lavoro, il 29 novembre 2007: fornire gli strumenti giusti alla “base”, per un futuro di competitività e solidarietà.
c.sagripanti@manas.com education@manas.com
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