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QUALEIMPRESA
 UN ANNO DA RICORDARE
L’impegno del Comitato Politiche Industriali e Sociali
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“I workshop di Santa Margherita Ligure, i seminari per i componenti del Comitato, le interviste a tema, i focus group e gli incontri monotematici sul territorio”.
di Ettore La Carrubba Responsabile GI per le Politiche Industriali e per le Politiche Sociali
Questo intervento su QI mi ha dato la possibilità di guardare indietro a cosa è successo in questi ultimi tre anni, giungendo a constatare che, come in tutti i percorsi, la natura stessa del percorrere ha cambiato i presupposti iniziali. Infatti, con il senno del poi, il programma inizialmente preparato è servito esclusivamente da traccia per l’operatività. Forse più che per altri, la natura sperimentale del nostro Comitato ha permesso maggiore libertà di cambiare direzione e “improvvisare”, senza interrogarsi troppo su quello che sarebbe stato. Questo modus operandi, unito a una buona dose di impegno, ha fatto nascere alcune intuizioni molto promettenti, che spero possano avere un futuro anche nei prossimi anni: i workshop di Santa Margherita Ligure, i seminari per i componenti del Comitato, le interviste a tema, i focus group e gli incontri monotematici sul territorio. Vorrei partire proprio da questi ultimi per tentare di tracciare un bilancio dell’attività svolta dal Comitato, negli ultimi dodici mesi. Una premessa è d’obbligo: i complessi temi che il nostro Movimento ha voluto affrontare hanno creato, a un certo punto, la necessità di allargare dal Consiglio Centrale al territorio il terreno del dibattito, il confronto e l’elaborazione di un posizionamento. Alla luce della risposta quantitativa e qualitativa che abbiamo avuto, l’intuizione si è rivelata una necessità. Infatti, proprio mentre il lavoro di supporto alla redazione delle Tesi - direttamente indirizzato alla Presidenza - perdeva progressivamente importanza, in virtù del perfetto funzionamento della segreteria e della sempre più efficace condivisione dei temi, diventava più utile dedicare la nostra attenzione alla “base”. Un tema particolarmente adatto a questo innovativo approccio si è presentato all’inizio di quest’anno, con il convegno di Santa Margherita Ligure incentrato sul funzionamento della politica e sulla riforma elettorale. Un tema talmente “caldo” da essere ancora oggi al centro del dibattito, che ha reso ancor più premiante e lungimirante la scelta di prendere posizione in modo serio e autorevole molti mesi prima. Dopo aver ideato e presentato il progetto ai componenti della Presidenza - e quindi predisposta l’operatività all’interno del Comitato - si è passati al coinvolgimento dei Presidenti regionali, attraverso un intervento al Consiglio Centrale e una successiva comunicazione scritta. L’obiettivo consisteva nell’organizzazione a livello regionale (o meglio macroregionale) di incontri focalizzati sul tema della riforma elettorale, per contribuire alla preparazione del convegno nazionale. L’adesione è stata molto ampia e, per effetto del lavoro di squadra che ha coinvolto il comitato e la segreteria nazionale, è stato possibile testare diversi format di incontro: con o senza ospiti, fra più regioni o singolarmente, con più o meno risonanza pubblica, ecc. Nonostante il modello ideale non sia ancora stato identificato (e forse non lo sarà mai…), il format più utilizzato è stato quello dell’incontro su base regionale, riservato ai Giovani Imprenditori, con ospite e risonanza pubblica data da una conferenza stampa, sempre seguito da una cena conviviale. Va detto che abbiamo potuto contare sul fortissimo supporto dell’On. Mario Segni, disponibile in qualunque circostanza sia stato da noi interpellato: del resto, quale migliore ospite sul tema delle riforme elettorali? Inoltre, abbiamo potuto dibattere del referendum e prepararci compiutamente alla discussione che nel Consiglio Centrale di luglio ha portato alla decisione della firma di sostegno da parte dei Giovani Imprenditori. Altri ospiti sono stati coinvolti, come il prof. Pasquino in Emilia Romagna, sempre con grandi risultati. Probabilmente, la forte capacità di stimolo e il ruolo di moderatore dell’ospite hanno permesso un efficace svolgimento del dibattito, con un ottimo riscontro in termini di contaminazione e di spunti utili al posizionamento del Movimento. Le conferenze stampa sono state occasione per portare a conoscenza delle varie realtà locali un impegno di alto livello da parte dei Giovani Imprenditori, con ricadute tangibili in termini di credibilità e di assunzione di ruolo: in definitiva, un’ottima “freccia” a disposizione dei Presidenti regionali. E infine il momento conviviale, rivelatosi un rarissimo momento di incontro a livello regionale: di solito, solo i partecipanti ai Comitati regionali vivono questo importante livello di vita associativa. Abbiamo, invece, notato l’esigenza di creare più occasioni di questo tipo, strategiche per lo sviluppo associativo e per la crescita della rete. Un diverso tipo di format è stato invece voluto da Piemonte, Lombardia, Liguria e Valle d’Aosta, che si sono riunite insieme e senza la presenza di un ospite. La volontà di puntare tutto sul dibattito interno, evidente in questa sperimentazione, ha portato a un bellissimo pomeriggio di lavoro e all’esplicitarsi del sentiment in modo molto forte. Si è peraltro rivelato fondamentale il ruolo dei Presidenti regionali, che hanno moderato e mantenuto gli interventi nell’alveo del tema, un ruolo molto faticoso e difficile: anche in questo caso, i risultati in termini di contenuti sono stati molto importanti, forse addirittura più efficaci, a scapito però degli altri aspetti positivi già identificati. Abbiamo registrato anche esperienze intermedie fra le due appena descritte, ma ritengo essenziale concentrarsi sui due “effetti collaterali” - cioè i documenti - a valle di tutto questo processo. Il primo documento, previsto dal progetto iniziale, si è sostanziato nella relazione finale degli incontri per la Presidenza, con l’obiettivo di fare emergere quel sentiment utile sia alla migliore comprensione del Movimento, sia alla stesura delle Tesi. Il secondo documento, nato invece in corso d’opera, è stato ribattezzato il “Quadro Politico della Situazione”: un piccolo compendio, aggiornato continuamente, da distribuire ai partecipanti qualche giorno prima dell’incontro regionale. Si è dimostrato molto utile per presentare il dibattito e contestualizzarlo, agevolandone una migliore qualità e fungendo da supporto per i relatori. Per concludere, ho voluto focalizzare il mio intervento su questa esperienza vissuta nei mesi scorsi per sottolinearne innanzitutto l’ampio coinvolgimento non solo del Comitato Politiche Industriali e Sociali, ma di una fetta consistente del Movimento. Inoltre, credo che lo spessore dei temi e la natura di “laboratorio” abbiano reso questa attività - che sembrava di supporto - un possibile driver di funzionamento per il futuro del Movimento. Confido, quindi, nella sua replicabilità, con l’intento di trasformarla in una modalità ordinaria. Sono convinto che farebbe molto bene a tutto il nostro Movimento. e.lacarrubba@alpicar.eu
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