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QUALEIMPRESA

CAPRI 2007
Il commento degli 8 Rappresentanti G.I. nella Giunta Confindustria











di Niccolò Donzelli
(Toscana)

La libertà non è un dogma. Non è immutabile nel tempo, ma varia e tiene conto dei cambiamenti circostanti. Non c’è una formula per misurare la libertà, anche quella economica. Essa varia, in base a zone geografiche o a situazioni politiche e sociali differenti. Per noi Giovani Imprenditori è prima di tutto consapevolezza di ricercare e liberare energie, risorse, e quindi libertà di intraprendere, innovare, rischiare, avendo sempre come regola, il rigore, la responsabilità e la competenza, legittimando il profitto e i frutti del lavoro dell’uomo. Credo che questo sia il centro da cui partire, in ogni attività dell’individuo e dell’imprenditore, nel concepire la libertà come il valore più alto da cui derivano gli altri. Ritengo che la libertà, nella sua veste più strettamente economica, sia la miglior “ricetta” per lo sviluppo. Risulta, infatti, che la libertà economica abbia un effetto forte e duraturo sulle economie-Paese. Consente di entrare in un ciclo positivo di sviluppo: cresce l’occupazione, si allunga l’aspettativa di vita; diminuiscono mortalità infantile e lavoro minorile; migliora il rispetto dei diritti umani; si consolidano i diritti civili e politici; aumenta la legalità e migliora la tutela dell’ambiente. La libertà economica, però, deve essere accompagnata da quella politica. L’esperienza cinese ci insegna che non sempre questi due aspetti riescono a coincidere o coesistere. Credo che una maggiore libertà economica non possa prescindere da un maggior investimento in capitale umano, inteso come formazione e istruzione delle giovani generazioni a non appiattirsi, ma a muoversi per un ideale, a soddisfare i bisogni e a coltivare i desideri che spingono l’uomo a sedersi su una poltrona più comoda; solo così potranno operare e rendersi protagonisti dei cambiamenti del Paese.





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