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QUALEIMPRESA
 CAPRI 2007
Il commento degli 8 Rappresentanti G.I. nella Giunta Confindustria
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di Sergio Messina (Sicilia)
Cos’è la libertà economica? Possiamo misurarla? Potremmo, genericamente, definirla come la totale assenza di ogni tipo di coercizione o vincolo alla produzione, alla distribuzione e al consumo di beni e servizi, fatti salvi i limiti necessari, per preservare la libertà stessa. Per misurarla, dovremmo individuare il “peso dello Stato”, cioè il ruolo e l’ingerenza del settore pubblico nell’economia attraverso leggi, burocrazia e imprese a capitale pubblico, ecc. e, poi, chiedersi - pur non raffrontando il nostro Paese con altri - se in Italia il grado di libertà economica è ugualmente distribuita da Nord a Sud, dove lo Stato e le aziende pubbliche sopperiscono spesso l’assenza di imprese private. Il convegno di Capri ha avuto il merito di mettere in evidenza - in un’epoca di globalizzazione, in cui noi imprenditori siamo attratti dall’“Eldorado” di Paesi lontani in forte espansione economica - che pur guardando al mondo, abbiamo il preciso dovere di scuotere le coscienze e far sì che il nostro sistema-Paese non perda appeal attraendo investimenti e imprese. Sono necessarie libertà economica e certezza delle regole del gioco. Al Sud poi, con coraggio, gli imprenditori mettono a repentaglio la propria esistenza e quella delle proprie imprese, ribellandosi alla mala vita organizzata. Il sistema confindustriale del Meridione ha chiarito che non servono e non sono graditi interventi straordinari, ma strumenti che agevolino l’innovazione senza “l’intermediazione” della politica e della burocrazia. Dunque, il tema di Capri credo che abbia affrontato, con chiarezza inequivocabile, la strada che l’Italia deve obbligatoriamente seguire. E noi, che siamo parte della classe dirigente di questo Paese e ne rappresentiamo anche il futuro, abbiamo le idee chiare sull’Italia che vorremmo!
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