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QUALEIMPRESA

CAPRI 2007
Il commento degli 8 Rappresentanti G.I. nella Giunta Confindustria










di Alberto Scanu
(Sardegna)

Mentre, a parole, nessuno più in tutto il mondo mette in discussione il fatto che il libero mercato e la libertà di impresa sono alla base dello sviluppo economico e sociale dei popoli, di fatto assistiamo a un fenomeno che contraddice in toto la teoria della libera impresa nel libero mercato.
Ed è un fenomeno, quello del quale siamo, nostro malgrado, testimoni, che si verifica non negli Stati Sud Americani, dove molti Governi al potere sono di ispirazione variamente populistica; non nei Paesi arabi, talvolta soggetti a regimi fondamentalisti e dittatoriali di ispirazione religiosa; non in Cina; non nei Paesi ancora sottoposti a Governi di ispirazione statalista.
È in Italia; è nel nostro Paese, così economicamente e culturalmente sviluppato, perno di quella Unione Europea che fa della libera concorrenza uno dei suoi cavalli di battaglia, che - quotidianamente - assistiamo all’assalto scriteriato al mercato e alla libertà di impresa.
Un assalto alla diligenza concentrico, dove l’ingerenza del “pubblico” sul mercato non si limita all’intervento dello Stato ma vede sempre più spesso protagoniste le Regioni, le Province, i Comuni o altri organismi pubblici o a partecipazione maggioritaria pubblica.
Un assalto che interessa indistintamente tutti i settori, a prescindere dal loro interesse strategico, e che appare ispirato unicamente a interessi elettoralistici e populistici.
Ma, attenzione, l’unico risultato che, continuando di questo passo, potremo ottenere è quello di creare distorsioni di mercato tali da provocare la crisi irreversibile del sistema delle imprese private e quindi, in definitiva, di minare alle fondamenta il sistema economico nazionale.
Un lusso che, particolarmente in questo periodo, l’Italia non può assolutamente permettersi




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