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Smart Working in Emergenza | Quale Impresa


martedì 21 aprile 2020

Come cambia il modo di lavorare con il Coronavirus? Lo smart working è il futuro del mondo del lavoro?

Il lavoro agile, o smart working, implica un forte cambio culturale e tecnologico all’interno delle nostre aziende: non solo piattaforme di collaborazione in cloud, ma anche e soprattutto lavorare per obiettivi senza essere fisicamente presenti in ufficio.

Un cambiamento che, a causa della pandemia, improvvisamente ha trasformato lo smart working in decreto, facendolo diventare in molti casi l’unica forma di lavoro possibile.

Sull’ultimo numero di #QualeImpresa abbiamo analizzato cosa è successo nei primi giorni di lavoro remoto nell’intervista a cura di Giacomo Bosio a Federico Bianchi, Fondatore di Smartworking srl, realtà milanese che supporta le aziende nel processo di trasformazione digitale, permettendo alle persone di poter svolgere il proprio lavoro senza vincoli di spazi e di orari.

In base ad una indagine condotta da Smartworking srl, risulta che il primo beneficio del lavoro da remoto è che riusciamo a concentrarci più di quando siamo in ufficio.

Un altro vantaggio del lavoro agile è la sostenibilità: lo smart working infatti sembra essere amico del digitale e nemico della carta.

Inoltre, lo smart working si sta rivelando una forma costruttiva per difenderci dalla paura del virus, permettendoci di immaginare il nostro futuro anche se da casa. In poche parole, le nuove tecnologie ci stanno aiutando a progettare il domani anche in questa condizione di difficoltà.

Non mancano certo degli svantaggi legati soprattutto alla situazione di lockdown che stiamo vivendo. In particolare, l’indagine ha rilevato tre fattori di frustrazione da parte dei lavoratori che applicano lo smart working:
  1. la totale assenza di condivisione con i colleghi dovuta alla quarantena;
  2. la chiusura delle scuole e i figli a casa, aspetto anche questo legato alla situazione specifica;
  3. una connessione internet inadeguata, situazione che caratterizza purtroppo buona parte del nostro Paese.

Sembra però chiaro che il distanziamento sociale ha imposto un’accelerazione dell’utilizzo di strumenti digitali e di condivisione da remoto, che comporterà un cambiamento nel modo di impostare il lavoro nelle nostre imprese con un conseguente intervento a livello legislativo.

Per saperne di più leggi l’articolo sull’ultimo numero di #QualeImpresa.